F.A.Q.2022-01-17T09:07:12+01:00

Come possiamo aiutarti?

Benvenuto nel centro assistenza dove potrai trovare risposta alle domande che più frequentemente sorgono.
Potrai trovare risposte utili su tutto ciò che riguarda l’acqua, i nostri prodotti ed i nostri servizi.
Se non dovessi trovare ciò che stai cercando, sappi che amiamo le grandi sfide e sarà un piacere rispondere ad ogni tua curiosità. Basta cliccare il pulsante a fondo pagina.

DOMANDE FREQUENTI SUI PRODOTTI E SERVIZI TECHNOACQUE
DOMANDE FREQUENTI SULL’ACQUA

DOMANDE FREQUENTI SU

PRODOTTI E SERVIZI TECHNOACQUE

Sono titolare di una ditta di installazione e manutenzione di impianti tecnologici e vorrei ad adottare le soluzioni Technoacque, è possibile?2021-06-25T11:04:10+02:00

Puoi trovare tutte le informazioni sulla rivendita dei prodotti a questa pagina.

Vi occupate anche di acqua di piscina?2021-04-02T15:52:25+02:00

No, non ci occupiamo di trattamento acque per piscina.

Cosa faccio se l’impianto che ho acquistato presenta un difetto?2021-04-02T15:52:25+02:00

Gli apparecchi sono garantiti per la durata di 12 mesi dalla data di spedizione materiali ovvero avviso di merce pronta. Durante questo periodo i componenti riconosciuti difettosi saranno sostituiti gratuitamente. Nel caso la sostituzione fosse effettuata da nostro personale a destino, la prestazione trasferta e spese vive saranno fatturate alle tariffe vigenti al momento della prestazione. Per la validità delle nostre garanzie non devono essere modificati i dati di progetto. Ogni garanzia decade automaticamente per il mancato rispetto di una qualsiasi delle clausole contrattuali e non sono coperte da garanzia le parti danneggiate da cattiva manutenzione e/o inadeguato uso.

Garantite assistenza tecnica per ogni prodotto e servizio che vendete?2021-04-02T15:52:26+02:00

Technoacque non esaurisce la propria funzione nella vendita di prodotti chimici e di impianti, bensì, grazie all’esperienza acquisita dai nostri tecnici, è soprattutto in grado di fornire un’assistenza tecnica altamente qualificata. Questo si realizza mediante visite periodiche gratuite da parte dei nostri tecnici i quali effettueranno prelievi ed analisi chimiche delle acque di alimento e di esercizio in modo da gestire, insieme ai vostri tecnici, gli impianti in maniera ottimale. Durante tali visite saranno rilasciati i certificati delle analisi chimiche eseguite, validi a tutti gli effetti di legge.

In che modo erogate il vostro servizio?2021-06-25T11:04:24+02:00

Generalmente eroghiamo i nostri servizi seguendo questi step:

  • Sopralluogo tecnico e prelievo del campione di acqua da parte del tecnico d’area più vicino a te;
  • Analisi dell’acqua;
  • Formulazione di un’offerta tecnico-economica di trattamento più adeguata, diversa a seconda delle esigenze tecniche o della problematica da risolvere;
  • Assistenza tecnica post vendita;
  • Monitoraggio continuo del trattamento.
Dove posso trovare le schede tecniche dei vostri prodotti?2021-06-25T11:04:30+02:00

Per conoscere le caratteristiche tecniche dei nostri singoli prodotti puoi cliccare qui per richiedere maggiori informazioni. Rivolgendoti al Laboratorio Chimico, potrai chiedere le schede tecniche o le schede di sicurezza dei nostri prodotti chimici, rivolgendoti ad Assistenza Tecnica, invece, le schede tecniche dei nostri impianti e i relativi manuali d’uso.

Ci sono delle certificazioni per i vostri prodotti/impianti?2021-04-02T15:52:26+02:00

Tutti i prodotti Technoacque sono certificati CE e sono conformi al D.M. 174/04 e a D.M. 25/2012 che stabilisce prescrizioni tecniche relative alle apparecchiature per il trattamento dell’acqua destinata al consumo umano.
Inoltre, le Certificazioni in campo qualità, in campo ambientale e in campo di sicurezza, rispondente alle Norme ISO 9001, 14001 e 45001, sono tre riferimenti importanti della politica aziendale Technoacque.

Dove trovo i prezzi dei vostri prodotti?2021-06-25T11:04:45+02:00

Il dimensionamento e quindi la quotazione di un nostro impianto o di una nostra soluzione di trattamento può variare in base alla qualità dell’acqua in ingresso e alle esigenze di consumo specifiche del Cliente. Per questo motivo eseguiamo sempre un’analisi preliminare dell’acqua prima di consigliare la soluzione più adatta alle esigenze.
Se sei interessato a ricevere una consulenza gratuita di un nostro esperto, che potrà anche elaborarti senza alcun impegno un preventivo, puoi chiamarci al numero +39 080 4391140, compilando il modulo di contatto che trovi qui.

Dove trovo il centro di assistenza Technoacque più vicino alla mia città?2021-07-13T14:13:32+02:00

Per trovare il centro di assistenza Technoacque più vicino a te, clicca qui.

Come faccio a trovare il vostro tecnico d’area più vicino alla mia città?2021-07-13T14:13:37+02:00

Puoi trovare il tecnico a te più vicino cliccando nella pagina del sito Dove operiamo.

Vorrei maggiori informazioni sui vostri prodotti e servizi. Come vi posso contattare?2021-07-13T14:11:48+02:00

Puoi chiamarci al numero +39 080 4391140, dal lunedì al venerdì, negli orari 8:30-18:30.
Compilando il modulo di contatto qui.

DOMANDE FREQUENTI SU

L’ACQUA

Quali sono le soluzioni migliori oggi per impedire le incrostazioni calcaree negli impianti tecnologici?2021-05-26T10:17:45+02:00

I trattamenti previsti dalla norma UNI 8065 sono:

  • il dosaggio proporzionale di prodotti a base di polifosfati alimentari per impedire la precipitazione dei sali di calcio e magnesio e la formazione di biofilm;
  • il trattamento tramite impianto di addolcimento a scambio ionico che sfrutta l’azione specifica delle resine che, rimuovono selettivamente calcio e magnesio dell’acqua e sostituendoli con sodio, in modo tale che, per effetto del riscaldamento, non si genera più alcuna precipitazione di origine calcarea. L’impianto è sempre preceduto dall’installazione di un filtro meccanico di sicurezza che impedisce l’ingresso di particelle solide negli impianti, proteggendo quindi dalle corrosioni e consentendo un corretto funzionamento di tutte le apparecchiature.

Il DMiSE 26/06/2015 e la norma tecnica UNI 8065 prescrivono l’obbligo di un sistema di addolcimento per impianti di produzione acqua calda sanitaria e per circuiti di riscaldamento, nuovi e rinnovati, con potenza al focolare > 100 kW e durezza in ingresso superiore ai 15 °f.

In impianti con potenza al focolare < 100 kW non vi è nessun valore limite sulla durezza. Tuttavia, la norma tecnica UNI 8065 prescrive il mantenimento della durezza dell’acqua, in un impianto di climatizzazione, al di sotto dei 15°f. Controllare e mantenere la durezza, di qualsiasi impianto, al di sotto dei 15°f è operare a regola d’arte. Questo aspetto non è fine a se stesso; non serve solo a rispettare la norma, ma serve, soprattutto, a proteggere l’impianto. Il trattamento acqua, se fatto nel modo corretto, è quello che ottenere i seguenti risultati:

  • Lunga vita di lavoro;
  • Massima efficienza ed ottimo rendimento termico;
  • Funzionamento sicuro e privo di rischi;
  • Manutenzione ridotta al minimo.
Quali sono i problemi che l’acqua può generare negli impianti?2021-05-17T16:10:14+02:00

I principali e conosciuti sono:

  • incrostazioni calcaree,
  • corrosioni
  • ricrescita batterica (esempio il ben noto fenomeno della Legionella Pneumophila).

In particolare sono soprattutto le incrostazioni ad avere una forte influenza sui rendimenti termici degli impianti. Infatti i bicarbonati e carbonati di calcio e magnesio, di cui sono ricche la stragrande maggioranza delle acque italiane, quando queste ultime vengono sottoposte a trattamento di riscaldamento generano carbonati di calcio e idrati di magnesio, ossia dei sali insolubili che, depositandosi sulle superfici di scambio termico, riducono l’efficienza energetica degli impianti.
Basti pensare che 1 mm di incrostazione calcarea corrisponde a 50 mm di acciaio come capacità di scambio termico. E ancora, 1 mm di incrostazione calcarea è in grado di ridurre la capacità di scambio termico di un generatore per la produzione di acqua calda sanitaria del 18% ed oltre.
Per quanto riguarda il circuito primario studi recentissimi hanno messo in evidenza come l’assenza di un corretto trattamento dell’acqua, mediante l’aggiunta di opportuni prodotti condizionanti, riduca in sole 3 settimane del 6% l’efficienza energetica dell’impianto. La somma di queste problematiche può portare a sprechi energetici pari a 400 € per famiglia. Il tutto senza considerare altri effetti collaterali negativi quali il conseguente aumento di emissione di CO2 nell’’ambiente, la riduzione della vita utile di tutti gli elettrodomestici, la riduzione delle condizioni igieniche degli impianti (nei depositi calcarei la Legionella si annida molto più facilmente) ed una riduzione drastica dei livelli operativi di sicurezza.

Acqua non potabile, quali usi sono consentiti?2021-04-02T16:06:08+02:00

L’acqua non potabile può essere utilizzata per i seguenti scopi:

  • Alimentazione orinatoi e vasi
  • Impianti di innaffiamento
  • Alimentazione di fontane, vasche ornamentali e simili
Voglio rendere potabile l’acqua di pozzo, come posso fare?2021-04-02T16:06:08+02:00

Nei casi in cui l’approvvigionamento avvenga da una fonte non potabile occorre innanzitutto fare analizzare l’acqua (meglio più analisi nel tempo perché la qualità può cambiare, e anche di molto, a livello stagionale o a seguito di forti piogge), al fine di conoscerne le caratteristiche ed individuarne le criticità. In genere, non è necessario analizzare tutti i parametri previsti dalla normativa (D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 31 «Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano») ma sarà sufficiente controllare quelli riguardanti la parte microbiologica oltre ad alcuni metalli e altre sostanze potenzialmente presenti nelle acque sotterranee.
Quando non si è allacciati alla rete dell’acquedotto la procedura da seguire per rendere potabile l’acqua di pozzo è, in sintesi, la seguente:

  • stabilire con l’aiuto del tecnico di laboratorio quali parametri analizzare per stabilirne la qualità dell’acqua;
  • individuare il trattamento più idoneo rivolgendosi ad aziende del settore di provata esperienza;
  • richiedere all’Azienda sanitaria territorialmente competente il giudizio di idoneità dell’acqua destinata al consumo umano a seguito di verifiche ispettive e controlli analitici;
  • eseguire la manutenzione regolare degli impianti (sostituzione degli elementi filtranti, sanificazioni, ecc) definita dal costruttore dell’impianto e un piano di autocontrollo per garantire la sicurezza e salubrità delle acque destinate al consumo umano.
Quanta acqua si consuma in casa con gli elettrodomestici o in bagno?2021-04-02T16:06:08+02:00

I consumi di acqua dipendono naturalmente dal comportamento che hanno gli utenti. Per molti impieghi basta infatti solo un po’ di accortezza per riuscire a risparmiare sul consumo e sulla spesa.

Ecco quant’è il consumo di acqua in una casa per:

  • lavastoviglie: 18/30 litri ogni lavaggio
  • lavatrice: 60/90 litri ogni lavaggio
  • scarico del gabinetto a cassetta: 8 litri
  • lavaggio denti con il rubinetto aperto: 30 litri
  • radersi la barba con il rubinetto aperto: 70 litri
  • farsi la doccia (10 minuti): 120 litri
Quanta acqua consuma una persona ogni giorno?2021-04-02T16:06:08+02:00

Il consumo medio giornaliero di acqua è pari a circa 220 litri per persona. Il calcolo per una famiglia è presto fatto, basta moltiplicare il valore per il numero di componenti di una famiglia. Con l’aumentare del numero dei componenti intervengono nel calcolo economie di scala e quindi il consumo totale sarà inferiore alla somma.

L’ultimo censimento sull’acqua per uso civile dell’Istat risale all’anno 2012. In quest’anno il consumo giornaliero di acqua erogato agli utenti è stato pari a 241 litri per abitante. Un dato che fa riflettere è il volume delle dispersioni delle reti comunali di distribuzione dell’acqua che ammontano al 37% del volume totale immesso in rete che quindi non raggiunge gli utenti finali.

Il consumo medio di una famiglia media italiana è pari a circa 200 metri cubi all’anno.

Solo una piccola parte del totale è impiegata per cucinare e per bere mentre la maggior parte è usata per usi non alimentari: in bagno, per lavaggio di panni e stoviglie, per innaffiamento…

Il valore quindi può variare da famiglia a famiglia poiché ogni nucleo ha le proprie abitudini quotidiane e le sue necessità.

Come posso prevenire la colonizzazione e la moltiplicazione del batterio Legionella nell’impianto idrico*?2021-04-02T16:06:08+02:00

(*impianto tecnologico che comporta un riscaldamento dell’acqua e/o la sua nebulizzazione ovvero impianto idrico-sanitario, impianto di condizionamento con umidificazione, torre di raffreddamento e condensatore evaporativo, impianto che distribuisce ed eroga acque termali, piscina e vasche idromassaggio.)

Secondo le Linee Guida Ufficiali rilasciate dal Ministero della Salute per la prevenzione ed il controllo della legionellosi le strategie da attuare per prevenire la colonizzazione del batterio Legionella nell’impianto sono:

  • Evitare di installare tubazioni con tratti terminali ciechi e senza circolazione dell’acqua;
  • Evitare la formazione di ristagni d’acqua;
  • Provvedere ad effettuare la pulizia periodica degli impianti;
  • Limitare la possibilità di nicchie biologiche per i microrganismi attraverso la pulizia degli impianti, la prevenzione e la rimozione dei sedimenti dai serbatoi d’acqua calda, bacini di raffreddamento e altre misure igieniche;
  • Mantenere efficienti i separatori di gocce montati a valle delle sezioni di umidificazione;
  • Controllare lo stato di efficienza dei filtri
  • Controllare, ove possibile, la temperatura dell’acqua in modo da evitare l’intervallo critico per la proliferazione dei batteri (25-55°C);
  • Utilizzare trattamenti biocidi al fine di ostacolare la crescita di alghe, protozoi e altri batteri che possono costituire nutrimento per la legionella;
  • Provvedere ad un efficace programma di trattamento dell’acqua, capace di prevenire la corrosione e la formazione di film biologico, che potrebbe contenere anche legionelle.
Cos’è e come funziona l’osmosi inversa?2021-04-02T16:06:08+02:00

L’osmosi inversa è un moderno processo imperniato sull’impiego di membrane semipermeabili che hanno la proprietà di lasciar passare l’acqua, senza lasciar passare le sostanze che essa contiene in soluzione.

In fisica, immettendo acqua pura in due vasi comunicanti, separati da una membrana semipermeabile, l’acqua raggiunge il medesimo livello nei due vasi. Aggiungendo un sale nel vaso B, l’acqua è spinta da una forza naturale a passare da A a B; questo importante fenomeno si chiama OSMOSI.
Per invertire il fenomeno, è sufficiente che l’acqua da trattare, ad alto contenuto di sali, venga spinta attraverso la membrana da una pompa che esercita una pressione superiore a quella osmotica, così da ottenere due flussi in uscita: la parte di acqua che attraversa la membrana costituisce il permeato (povero di sali) che va all’utilizzo, mentre la rimanente parte (il concentrato) fuoriesce con un’elevata concentrazione salina, dovuta all’accumulo di tutti i sali che non hanno attraversato la membrana, andando a scarto.

Le principali applicazioni dei sistemi ad osmosi inversa (RO) sono:

  • Produzione di cibo e bevande
  • Pretrattamento per caldaie e torri di raffreddamento
  • Pretrattamento per sistemi ad elevata purezza (EDI)
  • Produzioni biofarmaceutiche
  • Taglio a getto d’acqua
  • Umidificazione e produzione di vapore
  • Generazione di energia
Qual è il metodo di disinfezione migliore?2021-04-02T16:06:09+02:00

Due sono i principali sistemi: debatterizzazione a raggi UV-C e clorazione.

  • I raggi derivanti dalle lampade UV-C posizionate all’interno della camera di combustione in acciaio, avendo una lunghezza d’onda molto prossima alle frequenze di assorbimento delle pareti cellulari, ne causano la distruzione. Gli elementi chiave di tutti i sistemi UV sono la combinazione della lampada e del reattore, il manicotto di quarzo per proteggere la lampada ed una camera di disinfezione, correttamente progettata in funzione della portata del tempo di irraggiamento e della potenza della lampada.
    La manutenzione consiste nella sostituzione annuale della lampada e nella pulizia del quarzo.
    Tuttavia, è bene precisare che il sistema deve essere attentamente monitorato nel tempo per evitare che, in caso di anomalie o qualora ci si dimentichi di sostituire la lampada esaurita, i batteri colonizzino nuovamente le tubature.
    Pertanto, se si decide di adottare questo sistema, sarà bene effettuare disinfezioni delle tubature mediante cloro sia periodicamente, per sicurezza, sia ogni qualvolta si riscontra un malfunzionamento o spegnimento della lampada.
  • La disinfezione con formulati a base di cloro è il metodo più sicuro e si effettua mediante una pompa dosatrice a dosaggio proporzionale alla portata di acqua da trattare.
    I disinfettanti chimici possiedono un potere di copertura più o meno lungo e sono così in grado di assicurare la loro azione battericida anche nei periodi successivi all’istante del dosaggio.

Utilizzare una tecnologia o l’altra dipende quindi essenzialmente dal rischio che l’acqua possa ricontaminarsi: quando il consumo avviene in prossimità del trattamento oppure nei casi in cui le condotte sono igienicamente sicure allora il trattamento a raggi UV-C può essere impiegato tranquillamente, negli altri casi è preferibile intervenire con un disinfettante di copertura.

Ci sono poi condizioni più critiche in cui entrambe le tecnologie vengono utilizzate assieme, per garantire la potabilità sino al rubinetto senza però eccedere con il disinfettante chimico che renderebbe l’acqua sicura ma poco gradevole.

Come si classifica l’acqua in base alla durezza?2021-04-02T16:06:09+02:00

La durezza, ovvero la grandezza che esprime il contenuto totale di carbonati di calcio e magnesio presenti nell’acqua, si esprime in gradi francesi (°F): 1°F (grado francese) corrisponde a 10 mg/l di carbonato di calcio. In base alla durezza, le acque si possono dividere in:

  • >35 °F acque durissime; >350 mg/L
  • 22 – 35 °F acque dure; 220-350 mg/L
  • 15 – 22 °F acque medio dure; 150-220 mg/L
  • 7 – 15 °F acque dolci; 70-150 mg/L
  • 0 – 7 °F acque molto dolci. 0-70 mg/L

Il D.Lgs. n. 31 del 2001 definisce potabile un’acqua con durezza compresa tra 15 e 50 °f.

Ho problemi di calcare, cosa posso fare?2021-04-02T16:06:09+02:00

Il carbonato di calcio presente nell’acqua corrente, giorno dopo giorno, goccia dopo goccia, si stratifica creando dei piccoli granelli bianchi, il cosiddetto calcare.
L’acqua calcarea è la principale causa ai problemi legati alle installazioni domestiche per la formazione di incrostazioni. Ne sono spesso colpiti i boiler, le lavatrici, la rubinetteria, ma anche la biancheria, i capelli e la nostra pelle.
Gli impianti di addolcimento a scambio ionico sfruttano l’azione specifica delle resine che rimuovono selettivamente calcio e magnesio dell’acqua sostituendoli con sodio, in modo tale che, per effetto del riscaldamento, non si genera più alcuna precipitazione di origine calcarea.
Le resine scambiatrici si rigenerano in modo automatico tramite una soluzione salina concentrata (salamoia): dal passaggio della salamoia, costituita da cloruro di sodio, ovvero ioni cloruro (Cl–) e sodio (Na+), le resine si ricaricano del sodio che avevamo scambiato e diventano nuovamente operative. L’intera fase di rigenerazione avviene in forma completamente automatica, l’unico accorgimento richiesto è integrare periodicamente il sale nell’apposito contenitore.
L’impianto deve essere preceduto da un filtro meccanico di sicurezza che impedisce l’ingresso di particelle solide negli impianti, proteggendo quindi dalle corrosioni e consentendo un corretto funzionamento di tutte le apparecchiature.

Cosa si intende con il termine “acqua destinata al consumo umano”?2021-04-02T16:06:09+02:00

Con il termine acque destinate al consumo umano si intendono le acque che, trattate o no, possono essere bevute, utilizzate per la preparazione di alimenti e bevande o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori.
Acque destinate al consumo umano sono anche quelle utilizzate da un’impresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l’immissione sul mercato di cibi o prodotti destinati al consumo della popolazione.

Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri, pulite, non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana, secondo il Decreto Legislativo 31/2001 (Attuazione della direttiva 98/83/CE).

Tale decreto prevede che le caratteristiche di un’acqua siano definite dal soddisfacimento di 54 parametri: 2 “microbiologici”, 28 “chimici” (elementi indesiderabili e tossici, per i quali sono fissati limiti imperativi di concentrazione), 21 “indicatori” (elementi per i quali sono stabiliti valori consigliati che non dovrebbero superati) e 3 di “radioattività”.

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