L’assunzione del personale avviene a volte dopo l’invio ai prescelti (selezionati dopo il colloquio) di una lettera impegnativa (chiamata lettera di intenti) con cui si conferma formalmente l’offerta di assunzione e si invitano gli stessi a inviarne copia per accettazione.

Attualmente, in base alla legislazione nazionale, le imprese possono assumere il personale utilizzando diverse tipologie di contratto (apprendistato, contratti di formazione e lavoro, contratto a termine, contratto part-time) in funzione spesso dell’età e delle esigenze specifiche del lavoratore.

Ciò comporta, ancor prima della fase di assunzione, la scelta del tipo di contratto che si vuole applicare. L’accoglimento costituisce la fase iniziale dell’inserimento del neo assunto in azienda ed è un momento delicato, per i problemi di carattere psicologico che l’ingresso di un nuovo individuo in una realtà organizzata comporta.

Attraverso l’inserimento ci si propone di facilitare l’ambientamento e l’integrazione dell’individuo nell’unità organizzativa e nell’azienda in cui è stato assunto. Copre un periodo di tempo variabile durante il quale si attua un programma che può comprendere:

  • Addestramento/formazione;

  • Affiancamento ad un’altra persona atta a seguire il neo-assunto;

  • Graduale assunzione di responsabilità sul lavoro;

  • Sistematica verifica del grado di apprendimento ed integrazione nell’azienda.

L’inserimento può giudicarsi concluso allorché si accerti che l’individuo si è integrato al nuovo ambiente ed è in grado di svolgere il suo lavoro in modo soddisfacente.

Questo periodo è generalmente indicato come periodo di prova che ogni tipo di contratto prevede; può variare nel tempo, ma solitamente è di sei mesi dall’inserimento del neoassunto in azienda.

L’addestramento e la formazione sono quegli strumenti attraverso cui viene fornita la dovuta professionalità al lavoratore. Attraverso l’addestramento e la formazione l’impresa si propone di fornire le conoscenze tecniche specifiche per meglio assolvere alle mansioni a cui viene destinato il neoassunto.

In alcune realtà, dopo un certo periodo avviene la valutazione delle prestazioni, che altro non è che un giudizio sistematico formulato periodicamente, sul come una persona che ricopre una certa posizione organizzativa le fa effettivamente, e sui risultati conseguiti.

È sulla base di queste valutazioni periodiche e sulla base anche del tipo di contratto di lavoro sottoscritto che l’azienda attua le sue politiche retributive.

La politica retributiva di un’impresa è costituita da un insieme complesso di strumenti e decisioni. Particolare importanza assume l’aspetto motivazionale e incentivante nella dinamica retributiva.

Molte aziende, come nel caso della Technoacque, adottano politiche sociali che consentono una serie di attività svolte dall’azienda stessa a favore dei propri dipendenti, volte a favorire il benessere e un maggior grado di identificazione tra gli obiettivi aziendali e obiettivi personali.

Per queste sue finalità i servizi sociali offerti sono concepiti, più che come funzione autonoma, come parte del sistema premiante dell’azienda. Altri parametri incidono maggiormente sul benessere dei lavoratori.

Molti si chiedono: come conciliare sostenibilità, benessere e produttività.

La Technoacque ci ha provato in questi ultimi anni e posso dire senza ombra di dubbi, è diventata protagonista della crescita del territorio in cui opera ponendo al centro della sua politica una visione di responsabilità sociale e di rispetto per l’ambiente. Io stesso non riesco a vedere la produttività avulsa dal concetto di sostenibilità e benessere per i lavoratori.

Un ambiente di lavoro piacevole e dipendenti gratificati contribuisce a ridurre l’assenteismo.

Se far star bene le persone diventa un fattore di produttività, ecco allora l’importanza di iniziative e programmi di benessere per offrire spazi per la ricreazione, mensa aziendale, palestra attrezzata, uffici ergonomici e confortevoli: tutte realtà presenti in Technoacque.

Che i dipendenti felici rendono l’impresa florida non è solo un assieme di buon senso, ma anche una realtà confermata da studi e ricerche. È risaputo infatti, che nei casi in cui lavoratore soffra di stress si verificano alti livelli di assenteismo, scarsa applicazione, minore concentrazione. Coinvolgere i dipendenti nel processo decisionale e nelle iniziative aziendali migliora il loro senso di appartenenza e di soddisfazione lavorativa.

Quando le persone si sentono ascoltate e valorizzate tendono ad essere più impegnate e produttive.

Riconoscere e apprezzare i risultati del lavoro dei dipendenti è fondamentale per il loro impegno e per la motivazione che quell’impegno sostiene.

Un ambiente in cui le persone si sentono apprezzate per quello che fanno è più propenso a generare un alto livello di produttività.

Oggi chi dirige un’azienda non deve più usare la bussola per orientare le scelte aziendali solo verso gli interessi degli azionisti o degli investitori, ma la deve usare guardando tutti i portatori di interesse, dove al primo posto ci sono i lavoratori.

Aiutiamo le imprese a migliorare la gestione delle acque

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