La pulitura acida di caldaie non ancora messe in esercizio o delle tubazioni ha lo scopo principale di eliminare l’ossido di laminazione ed i prodotti di corrosione formatisi per esposizione del metallo all’aria umida durante la costruzione del generatore e dopo la prova idraulica.

I vantaggi che si possono ottenere con questa pratica sono così riassunti:

  • Lo strato di ossido in condizioni particolari costituisce un punto di partenza per fenomeni corrosivi, mentre la sua eliminazione garantisce la formazione di uno strato di magnetite omogeneo e protettivo.
  • L’ossido che si sfoglia durante l’esercizio può compromettere il regolare funzionamento degli organi di regolazione della caldaia.
  • Se l’ossido si stacca dalle pareti sotto forma di polvere molto fine, esso può provocare schiumeggiamento e trascinamento.
  • Il contenuto di ferro e di acido silicico nel vapore durante il periodo iniziale di esercizio è così elevato da produrre pericolose incrostazioni sulle turbine, mentre dopo il decapaggio, che elimina anche i silicati contenuti sulle superfici ferrose, si può ottenere subito un vapore di sufficiente purezza.

Un decapaggio bene effettuato è indubbiamente un’operazione molto cara, ma se il suo costo viene messo a confronto con gli inconvenienti che esso permette di evitare, si vede facilmente che vale la pena di effettuare questo trattamento preventivo.

È molto importante che durante il decapaggio non venga superata la temperatura di 75°C e pertanto si consiglia di sistemare nella caldaia alcune termocoppie. Inoltre si deve effettuare una bollitura con soluzione alcalina, per eliminare i grassi e disciogliere una parte dell’acido silicico. Si riempie poi la caldaia con acqua, si aggiunge l’inibitore facendo circolare il liquido per un certo tempo, ed infine si introduce l’acido.

La reazione tra acido cloridrico e magnetite è molto lenta, benchè si lavori a 60-75°C, e pertanto si aggiunge acido fluoridrico allo 0,25-2%, col doppio scopo di accelerare la reazione e di eliminare sabbia e sostanze silicee. Naturalmente durante il decapaggio occorre controllare la concentrazione dell’acido mediante analisi e determinare il tenore in ferro trivalente e in ferro totale.

È consigliabile inoltre introdurre nel circuito dei provini di ferro, mediante i quali si può seguire il procedere del decapaggio. Al termine dell’operazione si esegue un risciacquo con acqua naturale ed una neutralizzazione con carbonato sodico e un po’ di ammoniaca, quest’ultima aggiunta per neutralizzare eventuali tracce di acido nel surriscaldatore.

Dopo la neutralizzazione, le superfici metalliche devono essere passivate per ebollizione con una soluzione neutra di nitrito di sodio. Infine si consiglia di mettere in esercizio il più presto possibile la caldaia decapata.

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