Per chi vuole comprare impianti industriali con l’obiettivo di godere dei vantaggi fiscali previsti dal piano nazionale Industria 4.0, ha tempo fino al 31 dicembre 2021. Entro questa data, infatti, gli imprenditori hanno la possibilità di beneficiare del credito d’imposta pari al 50%.

In base a quanto previsto dal pacchetto di agevolazioni Industria 4.0 riconfermato dalla nuova Legge di Bilancio 2021, gli imprenditori che vogliono effettuare l’acquisto di un impianto che abbia prestazioni di scambio informativo, quali sistemi di monitoraggio, controllo da remoto al fine di usufruire del credito di imposta, hanno la possibilità di usufruire del credito fino al 31/12/2021 ovvero entro il 30/06/2022 purché l’ordine sia stato accettato e sia stato pagato un acconto del 20% entro il 31/12/2021.

Quali sono gli importi massimi concedibili del credito d’imposta?

Vale il 50% per la quota di investimento fino a 2,5 mln.

Credito di imposta e Industria 4.0 per il settore delle acque:

Il credito d’imposta si applica per le due macrocategorie di impianti:

1. Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti, aventi i seguenti requisiti:

  • rientrare nell’elenco chiuso riportato nell’Allegato A1 della Legge n. 232/2016, inclusi gli impianti tecnici di servizio ovvero impianti di per sé non produttivi ma che risultano strettamente necessari al funzionamento della macchina o dell’impianto oggetto di agevolazione (es. impianti di trattamento acqua a servizio delle macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime);
  • soddisfare le 6 caratteristiche: CONTROLLO (CNC e/o PLC) – INTERCONNESSIONE – INTEGRAZIONE – INTERFACCIA UOMO/MACCHINA – SICUREZZA, SALUTE E IGIENE DEL LAVORO
  • essere dotati di almeno due su tre caratteristiche tipiche dei sistemi cyberfisici;

2. Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità secondo l’Allegato A2 della Legge n. 232/2016, tra cui rientrano:

  • filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti.

Con la Circolare n. 177355 del 23 maggio 2018, il Ministero dello Sviluppo economico (Mise), infatti, aveva già fornito ulteriori chiarimenti in merito all’agevolazione concessa per gli investimenti in beni strumentali per la trasformazione tecnologica e digitale, di cui all’art. 1, commi 9 -11, della Legge n. 232 del 2016.

Nella Circolare, il Ministero faceva esplicito riferimento agli impianti di trattamento delle acque reflue, impiegati, ad esempio, nell’industria tessile, all’interno dei quali vengono convogliate le acque reflue industriali provenienti dai bagni di prodotti chimici utilizzati nei cicli di tintura e trattamento del materiale. Viene infatti precisato che “tali beni possono essere ammessi al beneficio in quanto riconducibili tra i beni del secondo gruppo – “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità” – alla voce n. 9

“filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti”.

Che caratteristiche devono avere gli impianti elencati nell’Allegato A1 della Legge n. 232/2016?

Tutti gli impianti devono essere dotati delle seguenti caratteristiche:

  1. controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller);
  2. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program – i sistemi informatici possono essere interni (ad esempio gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine di stabilimento) e/o esterni (ad esempio clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain ecc) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (ad esempio TCP IP, HTTP, MQTT ecc.)
  3. identificazione univoca al fine di riconoscere l’origine delle informazioni mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (ad esempio indirizzo IP)
  4. integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  5. interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive;
  6. rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Inoltre, devono essere dotati di almeno 2 tra le seguenti ulteriori caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici:

  1. sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  2. monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  3. caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico);
  4. dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti,

11.filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti (es. impianti di filtrazione per trattamento o recupero acqua a servizio di macchine di processo)

Tuttavia la Circolare n. 177355 del 23 maggio 2018, il Ministero dello Sviluppo economico (Mise) precisa che, per gli IMPIANTI DI TRATTAMENTO ACQUE REFLUE DI PROCESSO, ai fini del rispetto del requisito dell’interconnessione, lo “scambio informativo” non deve necessariamente avvenire con il sistema gestionale della produzione, bensì è sufficiente che si realizzi anche con altri sistemi interni tra i quali, ad esempio, i sistemi di monitoraggio e controllo remoto degli impianti aziendali.

Cosa deve fare l’impresa per godere del beneficio del credito di imposta del 50%?

L’impresa deve acquistare l’impianto entro il 31 dicembre 2021 ovvero entro il 30 giugno 2022 purché l’ordine sia stato accettato e sia stato pagato con un acconto del 20% entro il 31 dicembre 2021, e mettere in funzione il bene entro il 31 dicembre 2021, ovvero entro il 30 giugno 2022 purché l’ordine sia stato accettato e sia stato pagato con un acconto del 20% entro il 31 dicembre 2021.

Se il bene acquistato ha un valore unitario inferiore a 300.000 euro, l’impresa deve poi preparare un’attestazione che dimostri che il bene:
– Possieda tutte le caratteristiche tecniche vincolanti previste dalla legge;
– Sia interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Per industrie ed enti che necessitano di sistemi di trattamento e recupero acqua, potersi dotare di macchine e apparecchiature all’avanguardia con uno credito d’imposta al 50% è una occasione da non perdere.

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