Giornata Mondiale dell’Acqua: il valore del bene più prezioso in natura

È opportuno cogliere quest’occasione per soffermarci su un elemento così vitale per la nostra quotidianità, soprattutto in un momento storico in cui si parla di cambiamenti climatici che influiscono sull’ambiente e, tra questi, sull’acqua, purtroppo scarseggiante in più zone del Pianeta.

Ancora oggi 663 milioni di persone sono prive di acqua potabile in casa e 2,4 miliardi non hanno accesso a servizi igienico-sanitari adeguati e questo causa la morte ogni anno di oltre 300 mila bambini sotto i 5 anni. Per questa ragione le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day), celebrata ogni anno il 22 marzo, per sensibilizzare in merito a un uso responsabile delle risorse idriche e alla scarsità di acqua potabile. Questa ricorrenza si ripete annualmente dal 1993 in correlazione con eventi a tema e attività mirate alla promozione di buone pratiche e alla raccolta di fondi da destinare a questa vitale causa.
L’acqua dovrebbe essere accessibile ad ogni individuo al mondo, in quantità e qualità adeguate, condizione che nel 2010 ha portato l’Onu a riconoscerne lo stato di diritto umano fondamentale.
Nella vita di tutti i giorni, l’acqua viene vista come una risorsa, una fonte di vita, una minaccia o una necessità; niente la può sostituire. Non c’è un sostituto per l’acqua: senz’acqua non riusciamo a bere nemmeno una goccia di caffè o di tè. L’acqua è venerata, è usata come un’arma, è maledetta quando ce n’è troppa o quando ce n’è troppo poca.

Quanta acqua abbiamo e quanta ne usiamo?
Il “Pianeta Blu” è la nostra casa; è ricoperto di oceani che si estendono per migliaia di chilometri quadrati: il 70% circa della superficie del globo è coperta di acqua salata.

È la pioggia che ci porta l’acqua dolce, vitale per la nostra sopravvivenza quotidiana: le gocce di pioggia nutrono il terreno, scendono nelle falde acquifere sotterranee e riempiono i fiumi e i laghi prima di riversarsi negli oceani. L’acqua che si vede scorrere nei fiumi e nei laghi è solo lo 0,3% dell’acqua dolce presente sulla terra; le risorse idriche sotterranee sono molto più estese, circa 1/3 dell’acqua dolce del pianeta. Ma il 70% circa di quest’acqua dolce è allo stato solido nelle regioni montuose. Non siamo in grado di vedere le correnti sotterranee, l’evaporazione o la traspirazione dell’acqua nell’atmosfera. È il sole che guida il ciclo idrologico dell’acqua: pioggia, neve e ghiaccio, correnti, umidità e vapore.

L’acqua dolce è una risorsa rinnovabile ma non è distribuita in modo equo, tuttavia la domanda d’acqua è in continua crescita. È difficile pensare di ridurre la povertà senza usare più acqua per le case, per l’agricoltura, per l’industria. Circa 1.4 miliardi di persone – ovvero il 15% della popolazione mondiale – vive in bacini fluviali “chiusi”, dove cioè l’acqua non può più essere presa dai fiumi o pompata dalle falde. L’emergenza acqua – in termini di scarsità d’acqua e di deterioramento della qualità d’acqua – è nella top list dell’agenda politica globale e desta la preoccupazione anche del settore privato.
La tendenza a dare l’acqua per scontata, la scarsità e il degrado crescenti delle risorse idriche impongono che si riconosca il valore dell’acqua e che la si usi con cautela. Cautela non solo nell’utilizzo dell’acqua che scorre nei nostri lavandini o nelle nostra vasche da bagno, prudenza anche nell’abuso di acqua e nel cattivo uso di quei beni la cui produzione richiede enormi volumi di acqua.
È fondamentale quindi gestire noi stessi sotto questo punto di vista secondo i limiti previsti dalla natura, per non trovarci un giorno in una situazione irrecuperabile che, per quanto catastrofica, non appare così lontana.

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