Nel descrivere i danni provocati dalla cattiva qualità dell’acqua, occorre esprimersi correttamente per evitare equivoci, valutazioni errate e conseguenti decisioni sbagliate. Erosione, corrosione ed incrostazione non sono la stessa cosa e non vanno assolutamente confuse. Per correttezza occorre anche dire che i danni in realtà non sono dovuti all’acqua ed alla sua scarsa qualità, piuttosto ad una scelta sbagliata di materiali e trattamenti.

Erosione
L’erosione è un fenomeno meccanico dovuto agli urti contro la parete del tubo delle particelle di fluido, fenomeno che può essere amplificato in presenza di particelle solide sospese e trascinate dall’acqua, che agiscono come una lima o della carta vetrata.
La parete del tubo viene “consumata”, soprattutto in corrispondenza delle curve o in zona di turbolenza, fino a bucarsi.
È un rischio soprattutto con i tubi in rame, quando si superi una velocità limite di circa 0,8…1,0 m/s.
Un altro fenomeno che porta alla erosione è la cavitazione.

Corrosione
La corrosione è un fenomeno chimico o elettrochimico dovuto alla presenza di sostanze disciolte nell’acqua che reagiscono con i materiali a contatto con l’acqua stessa, oppure a fenomeni elettrochimici quando siano presenti più tipi di materiali a contatto con l’acqua.
La corrosione elettrochimica si può scatenare anche con materiali omogenei in presenza di condizioni di temperatura e pressione molto diverse fra loro in varie parti dell’impianto.
Il materiale della tubazione lascia la superficie e passa in soluzione, riducendo lo spessore e/o lasciando un buco che, alla lunga, può forare completamente la tubazione.
La corrosione può essere uniforme, cioè distribuita in gran parte dell’impianto, oppure localizzata. La seconda porta più rapidamente a danni evidenti.
Un esempio classico è l’ossigeno disciolto nell’acqua, che reagisce con il ferro, formando quell’ossido in sospensione che dà quel colore nero all’acqua uscente da certi vecchi impianti. Fortunatamente, si tratta di un fenomeno lento, diffuso ed uniforme per cui ci vuole molto tempo (decenni) per avere danni seri.
Un esempio di corrosione elettrochimica è quella generata dalla presenza di componenti in alluminio ed in rame a contatto con l’acqua di impianto.

Incrostazione
Le incrostazioni sono il risultato di fenomeni fisici o chimico-fisici per cui delle sostanze solide si attaccano alle pareti interne dell’impianto e le rivestono progressivamente, riducendo la sezione di passaggio ed ostacolando lo scambio termico. Le incrostazioni avvengono su tutti i componenti: in particolare possono impedire la tenuta delle valvole e persino la manovra. Le incrostazioni lato acqua nelle caldaie provocano il surriscaldamento locale del materiale della caldaia con conseguente cedimento meccanico.
Gli agenti incrostanti più noti e diffusi sono i bicarbonati di calcio e magnesio che costituiscono la “durezza” dell’acqua e causano incrostazioni nelle parti calde degli impianti. Normalmente la solubilità delle sostanze chimiche aumenta all’aumentare della temperatura. L’incrostazione da calcare è dovuta al fatto che con l’aumentare della temperatura i bicarbonati di calcio e magnesio si decompongono ed il carbonato di calcio che si forma è poco solubile e precipita. Per questo il deposito di incrostazioni calcaree avviene in corrispondenza delle superfici più calde dell’impianto, che sono quelle degli apparecchi che riscaldano l’acqua.
Un’altra possibile causa di incrostazioni è l’ebollizione dell’acqua. Se anche solo localmente l’acqua evapora, tutte le sostanze disciolte rimangono “a secco”. Questo può succedere su superfici esposte alla fiamma laddove ci sia una regione a scarsa circolazione di acqua.

Bolle di gas
La presenza di bolle di gas può ostacolare ed anche impedire la circolazione dell’acqua. La presenza di gas può avere molto origini.
Il più banale è il mancato sfiato dell’impianto perché non sono stati previsti opportuni punti per disaerare l’impianto quando viene riempito. È possibile trascinare l’aria anche in discesa ma occorrono velocità molto alte.
L’aria potrebbe poi entrare in tratti di impianto a pressione negativa, cioè nelle sue parti più alte.

Sviluppo di alghe ed altri organismi
Un’altra possibile fonte di problemi è la formazione di colonie di alghe ed altri microorganismi all’interno dell’impianto. Lo sviluppo di formazioni biologiche può portare all’intasamento dell’impianto oppure può inquinare l’acqua potabile.

I programmi di trattamento efficaci si basano sull’utilizzo di prodotti validi e, soprattutto, controllati da tecnici competenti che attraverso l’analisi dei parametri chimici dell’acqua possono verificare l’efficacia del trattamento e apportare le eventuali correzioni per assicurare i risultati promessi.

Gli esperti Technoacque saranno lieti di fornirti qualunque tipo di informazione sui prodotti chimici e soluzioni di trattamento dell’acqua, non esitare a contattarci. 🙂

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