L’acqua: l’elemento essenziale per la produzione di carta e cartone

L’acqua è un elemento essenziale per la produzione di carta e cartone: essa funge da legante per le fibre e, nel processo produttivo, è necessaria per il trasporto, per la pulizia, come solvente, apporta energia in forma di vapore e viene usata nei processi di raffreddamento.

Il processo di produzione della carta richiede un consistente utilizzo di acqua, grazie alla quale avviene la movimentazione e la distribuzione delle fibre destinate a formare la trama del foglio. Da tempo ormai le aziende del settore ricorrono al riciclo dell’acqua, che nell’ultimo ventennio ha consentito di dimezzare l’impiego di questa risorsa, mentre l’utilizzo totale è diminuito nello stesso periodo solamente del 15% a fronte di una maggiore produttività dell’industria cartaria italiana. La quantità di acqua necessaria dipende essenzialmente dal tipo di prodotto finale e dalla materia prima impiegata, per esempio la carta da macero richiede maggiore acqua per il processo, soprattutto per la disinchiostrazione.

L’acqua serve:

  • nei processi chimici: le cartiere usano l’acqua per preparare e diluire i prodotti chimici;
  • come metodo di raffreddamento: viene usata in varie parti della cartiera;
  • come mezzo di trasporto: le fibre vengono trasportate lungo il processo produttivo nell’acqua. Quando arriva alla macchina per la produzione del cartone la pasta di cellulosa è composta per il 99% da acqua e gran parte di quest’acqua poi viene riutilizzata;
  • per produrre vapore: il vapore serve per riscaldare le apparecchiature di processo, tra cui i cilindri essiccatori della macchina per la produzione del cartone;
  • per pulire e per sigillare: molta dell’acqua dolce necessaria viene usata per queste operazioni.

Il trattamento dell’acqua

I metodi usati per trattare l’acqua prima che venga scaricata dalla cartiera cambiano da uno stabilimento all’altro a seconda delle condizioni locali e sono regolamentati dai permessi ambientali.

  • Trattamento meccanico: l’acqua di scarico viene incanalata verso bacini nei quali le particelle, soprattutto le fibre, si depositano sul fondo e poi vengono rimosse.
  • Trattamento biologico: le sostanze organiche presenti nell’acqua di scarico vengono decomposte con l’aiuto di microrganismi, come avviene nel processo naturale.
  • Trattamento chimico: gli effluenti vengono trattati con prodotti chimici che fanno precipitare i contaminanti, che poi vengono rimossi meccanicamente.

Di solito l’acqua viene prelevata da una fonte di superficie che si trova nelle vicinanze. Le cartiere, infatti, sono da sempre localizzate nei pressi di fiumi o laghi.

Queste attingono acqua da queste fonti e la sottopongono ad un primo trattamento di depurazione, dopodichè, tramite i sofisticati sistemi di riutilizzo e riciclo interno e l’impianto di depurazione finale dei reflui – costituito da più stadi di trattamento chimico, fisico e biologico – la reimmettono, pura, nel corso del torrente.

Le cartiere mirano costantemente a ridurre l’uso di acqua di processo perché la cosa comporta vantaggi sia economici che ambientali. La tendenza degli ultimi due decenni è stata quella di ridurre il prelievo di acqua dolce del 20% sul volume totale.

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