Un’indagine sulle applicazioni industriali dei processi a membrana negli Stati Uniti indica che il 55% circa delle applicazioni si concentra sul trattamento delle acque di scarico e di processo: ma ci sono tre settori industriali che sono particolarmente dipendenti dall’uso dei processi a membrana e sono: l’industria degli alimenti e delle bevande, con il 21% delle applicazioni; l’industria medico-farmaceutica, con l’8%; l’industria chimica e dei gas industriali, che insieme arrivano al 7% circa.

In Italia le tecnologie a membrana hanno incontrato alcune difficoltà a diffondersi, ma sono ormai affermate nel settore del trattamento dell’acqua di processo e di scarico delle industrie agroalimentari, soprattutto nel settore lattiero-caseario. È ormai riconosciuto che i processi a membrana risultano più vantaggiosi in termini di consumo energetico, efficienza di separazione, sostenibilità ambientale e gestione del processo, consentendo significativi progressi sulla strada dell’economia circolare.

La differenza dei processi

 
Ultrafiltrazione e osmosi inversa differiscono per il meccanismo di funzionamento (e conseguentemente per le condizioni operative) e per il tipo di membrane utilizzato.

L’ultrafiltrazione si basa sul “setacciamento molecolare”, cioè funziona escludendo le particelle più grandi dei pori delle membrane, che hanno un diametro tra 0,05 e 0,5 micron. In pratica vengono separati i composti a elevato peso molecolare, come proteine, polisaccaridi e particelle colloidali.

L’osmosi inversa si basa invece su un processo di diffusione del solvente (in genere acqua) attraverso la membrana, ottenuto mediante applicazione di pressione che nelle applicazioni industriali può arrivare a 100 bar. I pori delle membrane per osmosi inversa sono estremamente piccoli (3-5 Angstom, cioè 0,0003 – 0,0005 micron) per cui vengono trattenuti anche gli ioni monovalenti (sodio e potassio), oltre a quelli che costituiscono la “durezza” delle acque (calcio e magnesio). In pratica, l’acqua che supera una barriera di osmosi inversa ha caratteristiche equivalenti a quelle dell’acqua distillata.

In una posizione intermedia si trova la nanofiltrazione, nella quale operano entrambi i meccanismi (setacciamento molecolare e diffusione). Il diametro dei pori va da 0,5 a 5 nanometri (cioè 0,005-0,0005 micron) e occorre applicare pressioni da 5 a 30 bar. Queste membrane respingono gli ioni polivalenti (calcio, magnesio, alluminio, silicio), ma si lasciano attraversare dagli ioni monovalenti (sodio e potassio).

Vista la varietà di trattamenti già in uso e in fase di sviluppo, non vi sono dubbi sul fatto che tali processi di recupero e purificazione costituiscano il presente ed il futuro dell’intera industria alimentare, medico-farmaceutica, chimica e galvanica, avendo un ruolo sempre più centrale nei processi produttivi.

Technoacque è a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito agli impianti con tecnologia a membrana ed è pronta a ricercare la soluzione più adatta alle vostre esigenze. Non esitate a contattarci.

Aiutiamo le imprese a migliorare la gestione delle acque

desidero saperne di più

Aiutiamo le imprese a migliorare la gestione delle acque

desidero saperne di più

Ti è piaciuto questo articolo? Condividi!

POTREBBE INTERESSARTI:

POTREBBE INTERESSARTI: