In questa intervista prodotta dalla casa editrice ESTE, all’interno del podcast “Storie dell’Italia che produce”, un programma ospitato dal web magazine FabbricaFuturo.it, l’ingegnere Vito Casarano, Amministratore Unico di Technoacque, racconta quale ruolo può giocare l’industria chimica nell’economia circolare, presentando anche il nuovo impianto di affinamento di Fasano Forcatella (BR). Il progetto, tra i primi in Europa, intercetta le acque del depuratore comunale e (dopo averle ri-affinate) le distribuisce a 50 aziende agricole.

Qual è la storia di Technoacque?

Tutto inizia nel 1983. Era una fredda giornata di novembre; ricordo che io e il mio amico Franco eravamo reduci da una serata trascorsa insieme. Una delle nostre solite “rimpatriate”. Erano passati cinque anni da quando ci eravamo laureati entrambi in ingegneria chimica. C’eravamo conosciuti a Pisa da studenti, frequentando Ingegneria chimica all’Università.
Fino ad allora avevamo compiuto percorsi lavorativi diversi. Lui accumulando esperienze e competenze in un grande studio di progettazione industriale, io che ero interessato, per conto di una società multinazionale, ai trattamenti chimici di acque industriali.
Decidemmo quella sera di mettere a comune le sue esperienze con le mie e fu così che nacque Technoacque.
Ponemmo da subito alcuni punti fermi. La carta vincente della costituenda società doveva essere la tempestività nell’intervenire sul problema offrendo nel contempo affidabilità.
Il prossimo anno faremo 40 anno di attività.
Siamo partiti da soli, adesso abbiamo due stabilimenti, uno formula prodotti chimici per il trattamento delle acque industriali, l’altro assembla e produce impianti sempre, per affinare le acque di processo all’uso destinato.
Occupiamo adesso una dozzina di ingegneri, altrettanti chimici e tanti tecnici specializzati.
Abbiamo superato la soglia dei 40 collaboratori tutti assunti con contratto a tempo indeterminato.
In pratica noi progettiamo e realizziamo impianti, formuliamo prodotti chimici e offriamo assistenza e servizi di manutenzione aiutando le attività produttive, ma anche quelle ricettive e sanitarie ad una gestione efficiente, affidabile e sostenibile delle loro acque.
Lo stabilimento di produzione sorge a Fasano, in provincia di Brindisi, mentre sono dislocati, su tutto il territorio nazionale, i Centri di Assistenza Tecnica per accompagnare il Cliente in ogni programma di trattamento chimico-fisico che proponiamo.

Quindi la vostra attività principale è trattare le acque che servono all’Industria per i processi produttivi. Ma in che modo lo fate?

Qualsiasi impianto produttivo necessita al suo interno, per le varie fasi di lavorazione, di acqua adeguatamente trattata, esente cioè da quegli elementi che potrebbero causare incrostazioni, corrosioni, inquinamento batteriologico. Trattiamo principalmente le acque di processo, marginalmente ci interessiamo di quelle reflue.
Purtroppo le acque che usano le industrie, viste le enormi portate che necessitano, vengono fornite da consorzi industriali che però erogano acque provenienti dalla depurazione di scarichi inquinanti.
Se hanno la fortuna di essere ubicati vicino a fiumi, laghi, o possono emungere acqua dal sottosuolo, la situazione migliorerebbe, ma non del tutto.
L’ideale sarebbe usare acqua fornita dagli acquedotti. Ma ciò non è possibile poiché questa viene destinata solo al consumo umano.
Il nostro compito consiste nell’eliminare da queste acque grezze i contaminanti più pericolosi e renderli più adatti al loro utilizzo. E questo lo facciamo sia con i formulati chimici che con gli impianti.
Pure marginalmente noi ci occupiamo delle acque di scarico.

Interessante questo ultimo aspetto che ha citato. In effetti non ho mai pensato a come viene smaltita l’acqua usata nella produzione.

L’acqua una volta smaltita si perde, però adesso con il problema sociale dell’acqua che manca, gli industriali sono diventati più sensibili a queste problematiche.
Adesso si cerca di riutilizzare l’acqua più volte, con diversi trattamenti chimici per eliminare i sali, dovuti al riscaldamento dell’acqua, alla produzione di vapore ecc.
L’impianto di depurazione quindi depura al meglio questa acqua e, in base ai parametri che risultano dalle analisi chimiche, viene smaltita in mare o usata per irrigare i campi. È comunque un’acqua che all’industria non serve più.
Questa “economia circolare” noi la attuiamo già da tempo.
Ultimamente abbiamo anche vinto una gara indetta dal Comune di Fasano per gestire il servizio di affinamento e riuso a scopi irrigui ed ambientali delle acque di scarico, cioè per affinare maggiormente le acque prodotte dagli impianti di depurazione.
Dal 2015 a Fasano- Forcatella è in esercizio un impianto che intercetta le acque del contiguo Depuratore Comunale e dopo averle affinate per il riutilizzo agricolo, le distribuisce a 50 aziende agricole. Da allora, questa pratica ha riutilizzato in agricoltura circa 4 Milioni mc di acque, sottraendo ai prelievi da falda sotterranea ed allo scarico a mare altrettante aliquote. Un successo importante, considerando che il processo di trattamento ha sempre assicurato la buona qualità chimico fisica e microbiologica delle acque prodotte.
È un impianto tecnologicamente avanzato in grado di adoperare le acque reflue, rinvenimento da un depuratore tradizionale, allo scopo di utilizzarle per irrigare, fertilizzare i campi coltivati con benefici in termini di maggiore disponibilità idrica, apporto di nutriente, riduzione dei concimi chimici, sostenibilità ambientale e qualità della filiera depurativa.
L’innovazione rientra nell’ambito di un progetto finanziato dalla Regione Puglia e mira all’implementazione di cicli di trattamento reflui finalizzati ad una economica circolare della riscorsa acqua e orientati a valorizzare l’intero suo potenziale di recupero.
È il primo impianto di questo genere in Italia essendo stato messo in funzione nel 2015 sviluppando tecnologie eco-innovative.
Altri progetti simili stanno sorgendo in altre parti di Italia; mi preme ricordare solo quello sviluppato a Cesena da Hera in collaborazioni con ENEA, Università di Bologna.
Sono questi i depuratori che rappresentano esempi concreti di economia circolare nell’ambito del ciclo idrico.
È questo il futuro e Technoacque ne è protagonista.
L’acqua è sempre di più un bene di fondamentale importanza che deve essere consumato e gestito responsabilmente.
Per Technoacque l’innovazione, il miglioramento dei processi e la ricerca dell’eccellenza e della qualità sono sempre stati un unicum della mission che tutti i tecnici dell’Azienda si sono posti come obiettivo.

Prima ha parlato di futuro. Posso chiederle quale sarà il futuro di Technoacque?

Ho tre figlie. Due lavorano già con me, l’altra ha studiato chimica all’Imperial College a Londra e ha preferito fare un po’ di esperienza lavorativa prima di rientrare da noi. Loro saranno il futuro. Noi siamo già una società avviata, 40 anni di lavoro, ben gestita, 40 collaboratori assunti a tempo indeterminato, ingegneri, chimici, specialisti in tecnologie particolari tipo periti elettronici, perché produciamo impianti tecnologicamente avanzati, che possono essere gestiti anche da remoto.
Tornando al discorso del passaggio generazionale, questo non comporterà scossoni.
Sto aspettando che rientri anche l’ultima mia figlia per lasciare in mano a loro la società, per il momento continuo a sovraintenderla. Il lavoro che facciamo ha un futuro. Difficilmente diventerà obsoleto perché ci sarà bisogno di queste tecnologie sempre di più.

Martina Midolo per Storie dell’Italia che produce.

Link per ascoltare la puntata: https://www.fabbricafuturo.it/lindustria-chimica-e-leconomia-circolare/

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